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A pagare gli aumenti delle accise sono i 30 milioni di italiani che consumano birra.

La birra è una compagna assidua delle abitudini degli italiani. La consumano in 30 milioni giudicandola – a ragione – buona, sana, naturale, poco alcolica, adatta a tutti gli ambienti e occasioni ed economica. Proprio perché economica, gli aumenti dell’accisa si riversano sui consumatori, facendo crescere anche il costo di uno degli ultimi piaceri che tutti – o quasi – possono concedersi in tempi di crisi economica: l’accoppiata “pizza e birra”.
 
 

Gli aumenti dell’accisa sulla birra colpiscono 30 milioni di italiani

Le nuove accise sulla birra sono pagate dagli italiani ogni volta che consumano una birra: a casa, in pizzeria, al ristorante, al bar. Insomma, ovunque.

La birra è una compagna ormai assidua delle abitudini alimentari degli italiani: la consumano in 30 milioni ed è la bevanda alcolica preferita da chi ha meno di 54 anni (fonte: ISPO, “Gli italiani e la birra”).

Da qualche anno si parla addirittura di “fenomeno birra”:

  • il consumo di qualità (Specialità e Premium, le fasce top del mercato) continua a rappresentare circa un terzo del totale (malgrado la crisi economica);
  • aumenta il numero delle donne consumatrici: bevono birra 6 italiane su 10, più del doppio rispetto agli anni Ottanta;
  • si diffonde la presenza nei ristoranti delle carte delle birre, a conferma che la birra è molto di più di una bevanda (poco) alcolica: è un mondo di stili e di proposte adatte a ogni occasione e a qualsiasi abbinamento gastronomico, che va versata nel modo giusto e consumata con il bicchiere adatto;
  • per 6,5 milioni di italiani bere birra è un elemento distintivo di uno stile di vita naturale (fonte: “indagine Doxa 2013″).

Gli italiani oggi consumano birra per lo più a casa (6 volte su 10), in prevalenza durante i pasti. Dentro casa è, dopo l’acqua, la bevanda più presente in frigorifero; fuori casa è la bevanda alcolica preferita sia a pranzo sia a cena.

E continuano a farlo in maniera moderata: i consumi di birra in Italia rimangono i più bassi d’Europa (29,2 litri pro capite all’anno, meno della metà della media UE).

Insomma gli italiani bevono birra Рaffermano Рperch̩ ̬ buona, sana, naturale, poco alcolica, adatta a tutti gli ambienti e occasioni. E perch̩ Рconcludono Рha un prezzo conveniente (tassazione permettendo).

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Accisa più alta, “pizza e birra” più cara per tutti

Proprio perché economica, la birra è un prodotto con margini molto contenuti. Qualsiasi aumento dell’incidenza fiscale rischia quindi di essere riversato sul prezzo finale di vendita.

Facciamo un esempio concreto: il binomio “pizza e birra”, uno dei piaceri più diffusi degli italiani, anche – e soprattutto – in tempi di crisi. Secondo le statistiche, si consumano 56 milioni di pizze a settimana (circa 3 miliardi all’anno), e il 30% degli italiani lo fa fuori casa.

I quasi 20 milioni di italiani che vanno in pizzeria spendono oggi, per una serata a base di birra e pizza, fra i 10 e 15 euro. Di questi ne versano da 2 a oltre 3 al Fisco. E il 75% di queste tasse grava proprio sulla birra.

Una vera e propria tassa sulla “serata in pizzeria” pagata dai consumatori, specie per i meno abbienti che si vedono colpiti in uno dei pochi piaceri che, ancora, possono permettersi.

 

Aumentano le accise sulla birra e aumenta il costo della serata in pizzeria. #salvalatuabirra


 

Assobirra sostiene il consumo responsabile di birra Bevi Responsabile Assobirra