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News

21/12/2013

AssoBirra lancia il “countdown” di fine anno, per fermare il caro accise

 

A pochi giorni dalla fine dell’anno e, soprattutto, del nuovo aumento delle accise sulla birra previsto dal 1° gennaio 2014, l’Associazione dei produttori della Birra e del Malto è pronta a rilanciare la campagna “Salva la tua Birra”, sul portale www.salvalatuabirra.it e sui suoi canali social Facebook e Twitter. L’obiettivo è ribadire il “no” dell’Associazione e degli oltre 35 milioni di consumatori all’ulteriore aumento di questa tassa che mette in crisi un settore che tra il 2010 e il 2012 ha visto crescere l’occupazione del +17,5%. Tra dicembre e gennaio gli italiani consumeranno circa 2 milioni di ettolitri di birra, anche se la loro birra già dal nuovo anno sarà “più amara”

Roma 20/12/2013 – Mancano solo 11 giorni al nuovo anno, anche se per gli oltre 35milioni di italiani che consumano birra questo 31 dicembre segnerà un capodanno … amaro! Dal 1° gennaio 2014, infatti, scatterà la seconda trance delle nuove accise (la prima è entrata in vigore il 10 ottobre, l’ultima delle tre trance è prevista a partire dal 1° gennaio 2015) che porterà la pressione fiscale sulla birra ad uno dei livelli più alti in Europa, tanto che 1 sorso su 2 del nostro boccale se lo berrà il fisco. In questa occasione Assobirra, per rilanciare la battaglia contro il caro-accise avviata con la campagna “Salva la tua Birra” (www.salvalatuabirra.it ), è pronta a rinnovare il suo impegno con un vero e proprio “countdown” che vivrà in modo dinamico e divertente, sotto il claim “Yes, We Beer”, sui propri canali social Facebook e Twitter, da oggi e fino al 31 dicembre.

Il nuovo balzello delle accise entrerà in vigore proprio nel periodo invernale, quando tra Natale e capodanno sulle tavole degli italiani, a fianco al vino e al tradizionale spumante, si faranno strada anche le bollicine e la schiuma della birra. Secondo le stime di AssoBirra, tra dicembre 2013 e gennaio 2014 i nostri connazionali sorseggeranno circa 2 milioni di ettolitri di birra. Vale a dire il 12% dei consumi annuali. Rispetto a 10 anni fa il consumo di birra nel periodo delle feste natalizie è aumentato del +60%. Oggi, purtroppo, anche questo ultimo piacere rischia davvero di diventare “amaro” per i tanti appassionati di questo prodotto.

L’aumento delle accise, deciso nei mesi scorsi dal governo per finanziare il DL Scuola e il DL Cultura, vedrà passare dal 1° gennaio 2014 il peso delle accise dai 28,2 euro per ettolitro prodotto a 32,4 euro di media (per finire a 35,9 euro per ettolitro dal 1° ottobre 2015 quando saranno a regime completo). Un incremento di quasi il 15% che, insieme all’aumento dell’Iva dei mesi scorsi, porterà la pressione fiscale sulla birra ad un livello elevatissimo. “Fino ad oggi, in poco più di 2 mesi, abbiamo raccolto su www.salvalatuabirra.it oltre 52mila firme di italiani pronti a sostenere la nostra battaglia – afferma Alberto Frausin, Presidente AssoBirra - e a dire “no” al caro accise. Stiamo facendo di tutto per difendere un settore che tra il 2010 e il 2012 ha visto crescere il numero degli occupati diretti del +17,5% e che nel 2012 ha contribuito, in termini di tasse pagate allo Stato, con 4 miliardi e 165milioni di euro, in crescita del +4,8% rispetto al 2010 (dati Ernst&Young). Tante aziende e tanti lavoratori, soprattutto giovani, devono essere difesi con forza, per questo abbiamo inviato una lettera a tutti i parlamentari per ribadire l’importanza di questo settore e per ricordare che inasprendo le tasse l’unico rischio che si corre è quello di veder calare ulteriormente le vendite del prodotto, che potrebbero scendere del 5-6% nel prossimo anno. Ad oggi diversi parlamentari ci hanno risposto per sostenere le nostre posizioni e la speranza è che nei prossimi giorni possano aggiungersene ancora degli altri per dare più forza alla nostra battaglia”.

 

Ufficio stampa AssoBirra

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